Storia del Circolo

Tempi di guerra: la nascita del Circolo, arriva la fine della guerra: gli alleati, dalla via Volterrana e dalla via Cassia, entrano in città il 4 Agosto del 1944. Scandicci non perde tempo: la mattina del 5 Agosto il CLN (comitato di Liberazione Nazionale) si riunisce per decidere la nomina del Sindaco e della Giunta Comunale. Viene scelto Gino Frosali quale “vero antifascista” . In questo clima di responsabilità e di impegno che caratterizza la ripresa dell’Italia del dopoguerra, rinascono circoli, società di mutuo soccorso e di aiuto, spazi di aggregazione e incontro, maturati senza dubbio durante l’esperienza della guerra e della resistenza che si traducono in vivo desiderio di stare insieme e di ricominciare. Ed in questo contesto che nel 1946 alcuni giovani delle colline di Giogoli, oggi nel Comune di Scandicci, danno vita al Circolo Ricreativo “Dino e Mario Mariotti”. Il 30 Aprile 1946 in via Calzaiuoli, davanti al notaio Dott. Edilio Ritzo, l’industriale Martelli Martino vende a Dino Polli, il nominato primo Presidente del Circolo Ricreativo “Dino e Mario Mariotti” un appezzamento di terreno nella frazione di S. Alessandro a Giogoli, località Torricella. Il gruppo di giovani tra i 25 e i 30 anni chiedono a Martino Martelli un terreno per il divertimento, cioè per ballare e fare teatro sulle colline di Giogoli. Martelli accetta e i giovani si impegnano subito nella costruzione di una pista da ballo e di un piccolo spazio coperto. Il circolo infatti è nato come luogo di ricreazione ma anche riunione per tutti i lavoratori per la difesa dei loro diritti e la salvaguardia dei valori della democrazia e della pace.

 

Il circolo fu intestato alla memoria dei Fratelli Mariotti, Dino e Mario, due fratelli amici che non ebbero la fortuna di tornare a casa dall’immane conflitto. 

Dino di 18 anni e Mario di 26 anni si trovavano infatti sulla “soglia di casa” quando l’esercito alleato era in marcia vicino a Firenze. Le linee di difesa tedesche si facevano più marcate in vista di Firenze al fine di ultimare il loro sistema difensivo di fortificazione che avrebbe dovuto bloccare gli alleati. I due fratelli Mariotti probabilmente stavano parlando quando furono sorpresi e uccisi da una bomba che cadde nell’aia a pochi passi da loro. Era una bomba sganciata da aerei americani che sospettavano un presidio tedesco sulle colline, nella Villa Marchi. Numerosi furono i civili uccisi durante quei giorni di attacchi e controffensive tra i tedeschi e gli alleati.

La morte e il dolore sono ovunque e attraversano l’Italia, ma c’è tanta voglia di ricominciare e di stare insieme cercando di dimenticare gli orrori della guerra.

Il Circolo viene, sin dalle prime iniziative, frequentato da gente che viene fino da Tavarnuzze, da Vingone, dal Galluzzo e persino da Firenze..che ballano con la fisarmonica e il mandolino. Dalle testimonianze di Vittorio Bencini, anche il prete, seppur inizialmente diffidente, prende parte alle iniziative.

Verso la fine degli anni ’50 le colline di Scandicci si svuotano degli abitanti che pian piano si trasferiscono nelle città, vicino alle fabbriche: sono gli anni del boom economico dell’Italia. Il Circolo rimane dunque chiuso fino alla metà degli anni ’70 quando Mario Calvelli, dell’ANPI del Galluzzo, ha l’idea di rifondarlo. Tanti i volontari che prendono parte alla ristrutturazione dei locali. Il Circolo riapre nel 1975 e prende il nome di Circolo “F.lli Mariotti” Bella Ciao. Il primo Presidente della nuova rifondazione è Silvano Dani. Si riprende quindi con le danze e con le feste.

Nel 1976 un terribile incendio distrugge il gazebo e la tettoia di scope e pali di castagno di Lucolena ed i muri del circolo vengono imbrattati con numerose scritte. Ciò non ha abbattuto i volontari, che anzi, si danno subito da fare per riprendere le attività. Viene aperto anche il ristorante e tante attività culturali e sportive prendono vita.